Manuel

Pubblicato su 25/02/2019
tios

Settimana scorsa, io e Sabine, siamo stati all’Ospedale Regionale di Cusco, camminando in corsia, abbiamo sentito la voce di una donna che ci chiamava: “Tía Sabine”. 

Voltandoci ci siamo trovati di fronte ad una donna che al momento non abbiamo riconosciuto, lei prende l’iniziativa e mi dice : “Tio Philippe, mi riconosci?”.

Era Jenny. Personalmente non la vedevamo da diciassette anni quando un sacerdote del Movimento ci aveva mandati a visitare una giovinetta, Jenny, i cui genitori la stavano spingendo ad abortire.

Un uomo l’aveva abusata e lei si era trovata in cinta.

Quello stesso uomo, sposato, insisteva affinchè lei abortisse.

Jenny era disperata e mi ricordo che abbiamo parlato con lei per un bel po’, alla fine, contro tutti, decise di non abortire.

Jenny adesso ci parla con orgoglio di suo figlio Manuel; un adolescente brillante e impegnato in vari ambiti. Studia informativa e lui stesso si paga gli studi lavorando.

Ci ha fatto davvero tanto piacere di vedere Jenny cosi felice.

Diciassette anni fa era disperata, adesso è felice.

L’ appoggio umano e spirituale che diciassette anni fa abbiamo offerto a Jenny ciascuno di noi lo può offrire e lo dobbiamo offrire.

La nostra ricompensa è stata quella di vedere la gioia di una mamma orgogliosa di suo figlio, una mamma che contro tutto e tutti, salvò la vita di suo figlio.